Natour Biowatching

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.. vedi il tour del 28/4-1/5 o quello del 1-4/6!!!

Cos’è Natour biowatching?

E’ un marchio che garantisce la qualità delle iniziative tese a fare conoscere la natura. Scopo principale di Natour biowatching è la scoperta della biodiversità attraverso l’osservazione e la conoscenza di tutte le forme viventi. Osservazione che è divertimento ma anche un modo per arrivare a proteggere la natura osservata.

Il biowatching nasce da un’idea di Francesco Mezzatesta. “Andare in natura”: si usa dire così tra ambientalisti naturalisti per descrivere l’escursionismo naturalistico, cioè quella forma di turismo basato sull’osservazione non solo dei tradizionali valori storici come chiese, monumenti, pinacoteche ma anche di boschi, campi fioriti, laghi ,fiumi e ruscelli coste marine e picchi rocciosi. E con essi , alberi fiori, insetti, rocce, uccelli e mammiferi.

Gli ambienti sono legati a filo doppio a tutti gli esseri viventi che li abitano e si evolvono con loro ed è questo, in fin dei conti, il vero valore della biodiversità. Ma riconoscere la diversità biologica non è solo una necessità scientifica , può essere anche un divertimento, un hobby. Il bio-watching può divenire un’ attività piacevole che permette di apprezzare la straordinaria ricchezza e varietà delle forme viventi. Il patrimonio naturale per troppo tempo scarsamente considerato e sottostimato nei confronti del patrimonio storico ed artistico, viene finalmente rivalutato prima di tutto conoscendolo, facendolo conoscere e quindi mettendo la gente in condizione di poterlo apprezzare.

Si comincia con il birdwatching, l’osservazione degli uccelli in natura e si continua con i mammiferi, con le piante, con la geologia, con la biodiversità, insomma. Ci sono bravi naturalisti che in un metro di terra riescono a distinguere le centinaia di specie che vivono in quel piccolo spazio riuscendo a dare nome e cognome a tutte le specie presenti. E si scopre l’incredibile varietà di vita concentrata anche in microspazi: dalle associazione botaniche più varie e impensate, a insetti di varie specie, alle tracce di micromammiferi, alle associazioni di piccoli fiori ed erbe ; la terra offre la vita a tutti, basta guardare e sapere riconoscere. Ecco questo è il punto: occorre cominciare a riconoscere le forme viventi attorno a noi. In Italia e nel mondo, ovunque si vada, vi sono cose naturali meravigliose da vedere e scoprire .

Riassumendo: il bio-watching è l’osservazione della diversità biologica, in pratica della natura in tutte le sue forme. E’ la naturale estensione del birdwatching praticando le osservazioni naturalistiche “a tutto campo”. Tutti possono imparare a praticare il bio-watching.

QUALE ATTREZZATURA PER IL BIOWATCHING

Per qualsiasi escursione in natura vi sono alcuni consigli base da tenere presenti. Innanzitutto l’attrezzatura che serve!

Il binocolo Per cominciare occorre munirsi di un binocolo normale non troppo potente , diciamo 8 X 30 in cui 8 sta per numero di ingrandimenti e 30 per indicatore di luminosità; a differenza che nel birdwatching ,cioè l’osservazione degli uccelli, in cui vanno bene anche binocoli tradizionali, nel bio-watching è raccomandabile l’uso di binocoli che permettono la messa a fuoco ravvicinata. Per esempio per osservare farfalle o tritoni occorre porsi non troppo lontano nè troppo vicino ai soggetti. Utilizzando i binocoli tradizionali il soggetto risulta fuori dal campo di distanza minima di messa a fuoco e per guardarlo con le lenti occorre addirittura indietreggiare, mentre a occhio nudo lo stesso soggetto risulta troppo lontano. Con i nuovi binocoli, a messa a fuoco ravvicinata, invece, adatti al bio-watching, i soggetti possono essere osservati anche a 1-2 metri di distanza.

Le guide da campo Assieme al binocolo altri strumenti fondamentali per praticare il bio-watching sono le guide da campo tascabili riguardanti flora, uccelli, tracce di mammiferi, anfibi , rettili e insetti. Si tratta di materiale essenziale per controllare quello che si osserva sul campo . E’ evidente che quando si va in giro per boschi , campi e paludi non conviene appesantirsi troppo ed è quindi bene portare con se manualetti leggeri riservando i volumi più pesanti e completi a controlli da effettuare successivamente a casa.

L’esperto per le prime volte Almeno le prime volte, è utile farsi accompagnare nelle escursioni da qualche esperto dei vari settori della biodiversità. Successivamente si farà da soli ma all’inizio è bene avere qualcuno che indirizzi nel giusto approccio all’osservazione in natura : come impugnare un binocolo, dove guardare e cosa consultare per scoprire uccelli, fiori e piante. anfibi, rettili insetti e tracce di mammiferi. Il modo migliore per conoscere la natura è fare esperienza sul campo e, con l’aiuto di qualche amico più esperto durante le prime uscite, semplicemente si impara più in fretta.

Il vestiario adatto Le calzature devono essere comode perché nel bio-watching occorre potere camminare a lungo senza stancarsi. Per questo sono utili gli scarponcini da trekking che permettono ,tra l’altro, di muoversi agevolmente essendo adatti anche a camminare su terreni un po’ accidentati o con fondo scivoloso. Gli indumenti non devono essere di colori sgargianti. Nello zaino è utile avere sempre con se un po’ di cibo, una borraccia d’acqua e un K-way impermeabile.

Il taccuino da biowatcher In qualsiasi escursione in natura il taccuino su cui segnare le proprie osservazioni è un bene prezioso. Le annotazioni permettono di immagazzinare e ricordare scoperte ed emozioni , dati e curiosità. Il taccuino del bio-watching è qualcosa di più : è un modo per descrivere e capire la diversità biologica annotando i segni della vita , ovunque attorno a noi . Abituarsi a scrivere le osservazioni effettuate è importante . Serve a ricordarsi i particolari osservati che serviranno poi a identificare una specie o a classificare un ambiente . Il taccuino aiuta a riflettere , a sviluppare spirito di osservazione , a descrivere meglio ciò che si è visto e serve anche alla ricerca scientifica. Ad esempio molte osservazioni effettuate da dilettanti sono state utili per scoprire nuove specie in luoghi in cui se ne ignorava l’esistenza.

Le mappe della zona Quando si visita un nuovo ambiente è bene avere con se una mappa del territorio circostante. Sulla mappa si possono individuare i sentieri segnati inquadrando anche il territorio in un contesto morfologico più vasto; le zone visitate vanno poi, per così dire, “marcate” sulla mappa e successivamente identificate e ricordate come aree già esplorate.